Amanti della Messa Tradizionale in Latino
Amanti del Rito Antico perché per gli Ignaziani la liturgia tradizionale sacra è il portale mistico tramite il quale passano per entrare in unione con la Santissima Trinità, “Dio mio” “la forza del mio cuore [che] è mio per sempre” (Salmo 73)
Qui è dove il cuore mistico degli Ignaziani viene formato entrando in unione più profonda con la Santissima Trinità tramite il Corpo Mistico di Cristo.
Qui è dove il suo cuore comincia a dedicarsi all’eroico Cuore di Gesù Cristo.
Qui è dove la sua ammirazione per la Verità Divina, la Bontà e la Bellezza incendia la sua risoluzione di creare minoranze creative per una sensibilizzazione pro conversione e la creazione di un’anima Cattolica nella società nel riconoscimento di Gesù Cristo come Signore di cultura, tutti convergono, traggono ispirazione, sono rinvigoriti.
Qui è dove diventano intimamente convinti che è a questo ultimo e più profondo livello della realtà nel quale sono entrati attraverso la sacra liturgia che devono dedicare le loro energie per guidare il maggior numero possibile di uomini e donne ad avere accesso.
Dunque, passano nuovamente per il portale per compiere la loro missione, facendo della liturgia sacra il centro, l’apice, e il cuore, dei loro progetti e apostolato.
Realizzato con dignità, con amore, con bellezza, in primo luogo in modo che i Cattolici approfondiscano la loro identità Cattolica e diventino minoranze creative per la creazione di una società con un’anima Cattolica, e in secondo luogo, di modo che esso agisca da calamita per attirare i non Cattolici a Cristo.
Ignaziani: Legati a Cristo Crocifisso dalla Messa Tradizionale
L’Ignaziano concentra la sua esistenza attraverso il prisma della contemplazione di Gesù Cristo Crocifisso. Cerca sempre di allineare il suo modo di guardare il mondo, il tempo e l’eternità con la visione dell’Eroe del Calvario che guarda l’umanità attraverso i secoli dalla Croce e chiama a Sé gli uomini che prolungheranno la sua missione salvifica.
E’ soprattutto nel Sacro Sacrificio della Messa che raggiunge questa trasformazione di cuore.
Perché una crescita in unione con Gesù Cristo avviene attraverso il Sacrificio e i sacramenti perché “tutto ciò che era visibile nel nostro Salvatore è passato nei sacramenti” (Papa San Leone il Grande). E’ attraverso la rievocazione del Sacrificio del Calvario che egli rinforza la sua stessa identità Cristiana. Con la comunione sacramentale con il suo Signore la sua identità in quanto compagno d’armi dell’eroico Salvatore si intensifica. Con il “pane del viandante” acquisisce la forza del vigoroso per la guerra spirituale.
Vivendo intensamente il Sacro Sacrificio della Messa come rievocazione della passione del Cristo Eroico per la salvezza delle anime sul Calvario, l’Ignaziano diventa un uomo di passione: in un appassionato amore per l’eroe e con la volontà di essere un fedele compagno d’armi dell’Eroe, indipendentemente dalle ferite subite durante la campagna.
Vivendo il Sacrificio, l’Ignaziano sa che compie l’atto più necessario per la costruzione della Chiesa e la salvezza delle anime.
E, più penetra nel significato della Messa, più comprende il sacerdozio. Questo fatto è ben illustrato dal biografo del Curé of Ars, Saint Jean Marie Vianney, nella sua descrizione della sua esperienza giovanile come prete alle Messe che teneva tra la sanguinosa persecuzione dei Cattolici durante la Rivoluzione Francese del 1789:
“La persecuzione ebbe inizio. I sacerdoti vietati vennero nascosti. Fu dato loro rifugio, travestimento, provviste. La gente era solita usare dei posti segreti per la Messa della domenica – luoghi segreti e lontani, con spesso un viaggio di notte per raggiungerli. Una stalla diveniva una chiesa, la scatola per il pane era l’altare. Fu proibito di pregare ad alta voce, poiché il sacerdote stava rischiando il patibolo e la sua congregazione la prigione. Valeva davvero la pena di essere Cristiano in quei giorni. Non furono Messe ordinarie quelle che ascoltò Jean-Marie. Era lo stesso sacrificio, ma con un valore più alto, perché il dono del Sangue di Dio portava con sé il dono di sé. “Cosa è un sacerdote?” chiese il bambino. “Un uomo che accetta la morte per rimanere tale”. Ovviamente, il sacerdozio era una funziona molto alta, meravigliosa – la morte dava certamente un significato più ampio della vita.” (Henri Gheon, The Secret of the Cure D’Ars)
Dunque, l’Ignaziano riconosce che il sacerdote sebba essere, ad un livello straordinario, un Cristiano radicalizzato dal Sacrificio Supremo, dal Sacrificio dell’Eroe del Calvario.